C' era una volta un tale che lavorava 14 ore al giorno, a volte anche di notte, in una fabbrica lager.
In busta paga risultava cassa integrato, quando faceva gli straordinari e lavorava dalle 6 di mattina alle 10 di sera, sabato e domenica compresi, arrivava a poco più di 1000 euro al mese.
Questo giovane uomo non era italiano ed aveva trovato nella nostra amata patria un posto di lavoro. Per questo e solo per questo doveva ringraziare, ossequiare, leccare e sperare di non esser licenziato.
A lui venivano affidati i lavori più pesanti, perchè i suoi colleghi Italiani, in quanto tali, erano privilegiati.
Siccome la fabbrica produceva materiale altamente tossico quando lavorava avrebbe dovuto farlo in sicurezza, con mascherina, tuta, guanti etc. Ma dato queste cose costano, se per caso si bruciava la tuta o rompeva i guanti, per averne di nuovi doveva pagarli con il suo stipendio. Per evitare tutto ciò non gli davano proprio nulla.
In questa fabbrica, il giorno prima dei controlli, si spegnevano i forni e le ciminiere non facevano fumo.
In questa fabbrica c'erano più di 100 operai e tutt'intorno vivevano migliaia di famiglie. E bambini.
In questa fabbrica non c'erano sindacati né sindacalisti.
In questa fabbrica c'erano uomini che lavoravano come animali, che venivano licenziati senza preavviso e quando andavano via di propria iniziativa non avevano diritto ad alcuna indennità. Uomini che non esistevano né per la democrazia, né per la costituzione, né per lo STATO, né per la LEGGE.
Il proprietario era un uomo ricchissimo che faceva di tutto: il politico, l'imprenditore, lo strozzino, il vigliacco.
C'era una volta e ancora c'è.


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